Matching 2009: le CCIA emiliane offrono vaucer per agevolare la partecipazione delle imprese
Ritorno oggi sul Matching edizione 2009, dal 23 al 25 novembre prossimi, manifestazione che mi vedrà coinvolto nell’organizzazione per le prossime settimane. Questo breve post è per informare tutte le aziende che hanno la loro residenza nelle provincie di Piacenza, Parma e Modena che le rispettive Camere di Commercio hanno predisposto dei vaucer di valore compreso tra gli 800 ed i 1.000 euro per agevolare la partecipazione alla quinta edizione dell’evento organizzato dalla CDO (Compagna delle Opere). Ciò permetterà di abbattere i costi dai 2.500 euro di listino a circa 1.500 euro.
Cosa è Matching. Dopo il successo della scorsa edizione, che aveva visto circa 2.000 partecipanti, per quest’anno ci si attende un’ulteriore crescita, nonostante un contesto economico sicuramente più difficile. Obiettivo di Matching è quello di favorire le relazioni di business tra imprenditori mettendoli in contatto diretto, con appuntamenti mirati e prefissati, in modo da far incontrare gli interessi reciproci, facilitare la ricerca di fornitori, clienti e partner e stabilire contatti con soggetti che possano essere d’aiuto in tutti i campi d’attività dell’impresa. Durante la scorsa edizione si erano svolti circa 35mila appuntamenti di business. Titolo di questa edizione è “Innovare, Internazionalizzare”. «Si tratta di due temi decisivi per il futuro delle imprese, soprattutto in una situazione come quella attuale», spiega il direttore generale di CDO, Enrico Biscaglia. «L’innovazione, sia quella di prodotto, sia quella organizzativa, permette di sviluppare maggiori capacità di stare sul mercato; l’internazionalizzazione consente di utilizzare questo valore aggiunto per aprirsi nuovi mercati. Chi saprà mettere in campo queste leve potrà cogliere la crisi come un’opportunità. Matching 2009 vuole aiutare le imprese a giocare questa partita»
Maggiori informazioni sul sito: http://www.e-matching.it/
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Globe chiude i battenti
Appena arrivata nella mia casella di posta elettronica. “Carissimi, come forse avrete saputo, l’esperienza di Globe - nella sua forma attuale - si ferma qui. La squadra che ha lavorato alla terza ed ultima edizione di questa manifestazione vi si è dedicata con impegno e passione, gettando il cuore oltre l’ostacolo e credendoci fino in fondo, pur partendo da una situazione non facile. Chi ha scelto di esserci, come espositore, come visitatore o come partner, lo ha fatto perché credeva in questa fiera e nelle sue potenzialità: ci auguriamo di aver sostenuto questa scelta e di aver garantito il miglior risultato possibile.
Ognuno di noi, adesso, percorrerà una nuova strada professionale. Non possiamo negare che ci mancherà il team di Globe e ci mancherà il grande lavoro necessario a mettere in moto una macchina così imponente. Confidiamo che chiunque erediterà questo patrimonio di professionalità e di impegno, possa metterlo a frutto nel migliore dei modi e possa anche far meglio di noi: ci dispiacerebbe di più che tutto questo andasse perduto o dimenticato.”
Fuori un altro…
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TuttoFood: 30mila visitatori. Ma i ristoratori dov’erano?
Mi sembra interessante riprendere un articolo di “Italia a Tavola” a firma di Alberto Lupini, sui risvolti di Tutto Food 2009 in termini di distribuzione delle presenze alla manifestazione, che mette in evidenza come certa disattenzione ai particolari organizzativi possa incidere negativamente sull’affluenza di determinate categorie.
“La soddisfazione degli organizzatori è evidente e non a caso è sintetizzata nelle prime due righe del comunicato di chiusura, dove si parla di un incremento dei visitatori a TuttoFood di ben il 35%. Cifre assolutamente da record, visti i tempi che corrono, e alle quali va fatto tanto di cappello. Il tutto per oltre 30mila visitatori, di cui uno su 4 estero. Sempre secondo le fonti ufficiali gli italiani che sono entrati in fiera (a parte gli espositori) sarebbero dunque 22-23mila. Un numero importante, certamente, che andrebbe a sua svolta valutato tenendo presente che la maggior parte di questi visitatori nazionali erano buyer di catene e di grandi gruppi della distribuzione o commercianti. Come dire che da questi dati emerge evidente che il numero dei ristoratori o dei gestori di gastronomie di qualitŗ che si sono recati a TuttoFood sembra davvero basso. Anzi, forse troppo basso per le aspettative iniziali visti i borbottii che si sentono nei corridoi di FieraMilano. Del resto bastava girare per i padiglioni di Rho per rendersi conto (come ci hanno segnalato anche alcuni di quei pochi che pure ci sono stati) che di cuochi, ristoratori, sommelier o pizzaioli non se ne contavano tanti.
Un risultato che francamente ci dispiace perché, nonostante l’allarme che avevamo lanciato - segnalando che una manifestazione a Milano non poteva non vedere presenti in prima fila gli operatori lombardi -, speravamo di essere smentiti dai fatti. Così non è stato e a nulla sono valsi i pur ragguardevoli sforzi della Fipe che, con i finanziamenti di FieraMilano, aveva messo in pista una macchina da guerra (compresi i biglietti di ingresso gratuito, costo 50 euro) proprio per attirare i ristoratori. E respingiamo l’idea, ora avanzata da qualche dirigente della Fiera pronto a scaricarsi le responsabilità per un non buon risultato su questo fronte, che i ristoratori siano rimasti assenti perché non interessati agli eventi fatti in partnership dalla Fipe con Identità Golose o con la Uir
I ristoratori non sono stati a TuttoFood perché non l’hanno sentita la loro fiera, diversamente all’edizione del 2007, chiusasi anch’essa - fonti ufficiali - con quasi 30mila visitatori (il che apre un dubbio su quel 35% di crescita dei visitatori prima indicato…). Questa edizione è stata dichiaratamente all’insegna del business più che una ribalta per l’enogastronomia italiana di qualità. Su queste basi non poteva esserci un coinvolgimento più ampio della ristorazione. E ciò al di là e al di sopra delle sigle coinvolte con scelte magari un po’ di parte. Ciò che è mancata è stata un’attenzione di fondo, e concreta, a un settore che tutti si affannano a dire che è la prima linea e l’ambasciatore dei prodotti Made in Italy. Ma nei fatti è snobbato.
Per caritŗà, va bene vendere i croccopollo o i formaggi già porzionati e sottovuoto. Questo serve, e tanto, all’industria alimentare. Ma non interessa, per nulla, alla ristorazione seria. Né si può pensare che basti un pur importante nome come quello di Massimo Bottura a spingere operatori di piccole aziende, con problemi di gestione e orari da far quadrare, a lasciare i loro ristoranti per andare in fiera.
Qualcosa non ha funzionato nell’impostazione di base. Ma se questa edizione non è stata un successo da questo punto di vista, si può sempre rimediare pensando a quella del 2011. Purché si corregga per tempo l’impostazione e si pongano dei rimedi. A partire dal primo, il più evidente. Per TuttoFood era indispensabile potere contare su uno zoccolo duro di presenze di operatori lombardi. Ma per fare questo bisogna almeno tenere conto che la maggior parte dei ristoranti in Lombardia sono chiusi la domenica o il lunedì. Giusto i giorno in cui la Fiera non c’era. L’aver programmato TuttoFood dall’8 all’11 giugno del 2011 (ancora da mercoledì a sabato) rischia di fare ripetere lo stesso errore. Stavolta però aggravato dal fatto che molti si sono lamentati delle date scelte e gli organizzatori non possono dire che non lo sapevano. Servirebbe una decisione rapida per essere poi efficaci e credibili.
E ancora. I buyer dei grandi gruppi della Gdo avevano sale Vip e servizi aggiuntivi. I ristoratori o i gestori di gastronomie interessati a prodotti di nicchia si dovevano fare chilometri per trovare un piccolo produttore, passando per file di stand di grandi industrie. Riservare sale di esposizione anche per categorie di destinatari (magari vicini a parcheggi ad hoc) potrebbe essere un’altra idea, così da aiutare operatori che, lo ricordiamo, hanno il tempo contato e devono rubare alla cucina o alla sala il tempo da dedicare alle visite che possano garantire loro qualità e territorialità. Non globalizzazione o prodotti precotti (quelli li possono comprare da qualunque agente di commercio). Ci sono ben pochi locali che possono permettersi il lusso di un dipendente dedicato agli acquisti.
Si tratta di proposte che magari faranno sorridere i grandi manager di TuttoFood, ma ci permettiamo di avanzarle consapevoli che questa fiera può davvero essere un momento importante per la filiera dell’agroalimentare italiano. Purché tutti i protagonisti abbiano una loro dignità.”
da admin
Fiera Milano: apre ufficio rappresentanza delle Camere di Commercio Miste ed Estere
La Sezione delle Camere di Commercio Miste, fondata da Unioncamere per associare le Camere di Commercio Miste ed Estere riconosciute dal Governo italiano, ha aperto pochi giorni fa un desk di rappresentanza a Fiera Milano (Rho). Il desk, collocato nell’area del Centro servizi del quartiere espositivo, sarà operativo durante tutte le manifestazioni fieristiche in calendario e fornirà assistenza e informazioni relativamente all’attività delle Camere di Commercio miste
Le Camere di Commercio aderenti all’iniziativa sono: Camera di Commercio Svizzera in Italia, Camera di Commercio Italia Uzbekistan; Camera di Commercio Italo Russa; Chambre Francaise de Commerce et d’Industrie; The British Chamber of Commerce for Italy; Camera di Commercio Italo Moldava; Camera di Commercio e Industria Italo-Polacca; Camera di Commercio Italo Argentina; Camera di Commercio Italo Brasiliana; Camera di Commercio Italo Cinese; Camera di Commercio Indiana per l’Italia; Camera di Commercio Italo Orientale.
via Libero-news.it
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Ghiotto, a Reggio Emilia si danno appuntamento le eccellenze enogastronomiche
Dal lardo di Arnard alla Toma in cera d’api, dall’Aceto di Lambrusco alle Tigelle modenesi, dall’olio extravergine di oliva della Sabina alla Passerina del Frusinate, Ghiotto - Aromi e Sapori in viaggio, presso il Centro Esposizioni del Classic Hotel di Reggio Emilia, da sabato 17 a lunedì 19 ottobre 2009, intende essere un evento in difesa di quegli interpreti unici dei saperi di un territorio che sono le centinaia di produzioni artigianali di eccellenza di cui l’Italia è ricca e che spesso fanno fatica a farsi conoscere dal grande pubblico.
Ghiotto - Aromi e Sapori in viaggio vuole essere un momento di aiuto al consumatore per conoscere le differenze tra un territorio ed un altro, per riconoscere le qualità e le unicità di una produzione artigianale rispetto ad una industriale, un momento di informazione e visibilità. Ghiotto sarà un viaggio tra i vini e le eccellenze alimentari dei territori presenti attraverso una serie di straordinari abbinamenti. Sono allo studio percorsi degustativi in collaborazione con ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi), un workshop in collaborazione con il SSICA di Parma per parlare di sicurezza delle conserve alimentari, una visita guidata per tutti gli operatori della ristorazione reggiana in collaborazione con la FIPE.
La scelta di Reggio Emila come sede delle’evento non è casuale: è una città geograficamente strategica dove l’attenzione alla qualità del cibo è altissima e dove, nonostante la crisi, la propensione alla spesa alimentare di qualità non ha subito flessioni evidenti.
Ghiotto dedicherà molta attenzione al business: la scelta della location risponde infatti, alle esigenze delle aziende produttrici che intendono avviare contatti d’affari con i buyer che saranno presenti durante l’eventi: negozi specializzati, distributori italiani ed esteri e grossisti. Il sito internet di Ghiotto fungerà da vetrina dei produttori e luogo d’incontro tra questi ed i buyers per poter creare un’agenda di appuntamenti da tenere nei giorni di apertura della manifestazione.
Il carattere esclusivo dell’evento è sottolineato anche dal numero chiuso delle aziende ospitate che non supererà le 40 unità anche se ci sarà spazio anche per alcune ditte rappresentate. Ghiotto ha ottenuto il patrocinio della provincia di Reggio Emilia e vede tra i suoi sponsor l’Associazione Wine Community.
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Ad Arezzo dal 18 al 21 settembre torna Sabopiù
Sabopiù, il Salone Nazionale dell’Innovazione e della Tendenza nel Regalo, compie quest’anno 25 anni e lo fa con una edizione che si preannuncia scoppiettante ce he andrà in scena al Centro Affari e Convegni di Arezzo dal 18 al 21 settembre. L’organizzazione sta lavorando per migliorare la qualità espositiva rispetto al recente passato. Sarà ampliata ancora di più la gamma dei settori merceologici che occuperanno i 15mila metri quadrati del polo fieristico aretino.
Tre sono le macroaree individuate: l’house living, la bigiotteria e gli accessori moda, lo sterminato mondo creativo della bomboniera. E dentro questi contenitori c’è il tessile, l’artigianato italiano, i prodotti di esportazione, i gadget, i complementi d’arredo.
Quanto ai visitatori, si sta venendo loro incontro con bus navetta gratuiti dalle principali città italiane, con l’ingresso gratuito in fiera, con i buoni carburante, con le convenzioni stipulate con le principali strutture ricettive aretine. Ritengo, un positivo esempio di come va organizzata una fiera, soprattutto se si tratta di un evento che si svolge in una picccola struttura come è quella di Arezzo.
Maggiori informazioni su www.sabopiu.com
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“Bio. Fare & Comunicare”: un premio nazionale promosso da FederBio a SANA 2009
Portare alla luce prodotti e servizi innovativi ed efficaci azioni di comunicazione relativi al comparto del Biologico: questi gli obiettivi di “Bio. Fare & Comunicare”, il Premio Nazionale promosso da FederBio, in collaborazione con Buonitalia Spa, che verrŗ assegnato a settembre nell’ambito di SANA, il 21° Salone Internazionale del Naturale (Bologna, 10-13 settembre).
FederBio, grazie al percorso che porterà all’assegnazione del Premio, vuole dare un riconoscimento agli strumenti che concorrono alla promozione del Biologico e che contribuiscono, direttamente e indirettamente, alla crescita di un settore produttivo tra i più innovativi e trainanti oggi in Italia.
Il Premio prende in considerazione la produzione e la comunicazione in due Sezioni distinte, Fare e Comunicare, ed esaminerà campagne, prodotti e progetti realizzati e/o utilizzati in Italia da luglio 2008 a giugno 2009.
In particolare:
Sezione Fare:
PRODOTTI INNOVATIVI: rispetto all’impiego di ingredienti, processi, logistica, materiali, presentazione, tecnologie
PACKAGING: caratteristiche e creatività
Sezione Comunicare:
ADV: campagne pubblicitarie, su media tradizionali e new media
WEB: forum, blog, newsletter ed altri strumenti di web communication
MEDIA: servizi giornalistici, trasmissioni radiofoniche o televisive.
La Giuria, composta Paolo Carnemolla, Presidente Federbio e da 4 esperti nel settore agroalimentare biologico, nella comunicazione, nel giornalismo e nel marketing, è presieduta da Giampaolo Fabris, professore ordinario di Sociologia dei consumi all’Università San Raffaele e Presidente del corso di laurea in Scienze della comunicazione della facoltà di Psicologia.
via Sana srl
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Partita l’organizzazione di Seatec 2010, dal 10 al 12 febbraio a Carrarafiere
Seatec, rassegna internazionale di tecnologie, subfornitura e design per imbarcazioni, yacht e navi, si prepara alla sua ottava edizione, che si svolgerà presso gli spazi espositivi di CarraraFiere dal 10 al 12 febbraio 2010.
Dalla prima edizione, nel 2003 a oggi, Seatec ha registrato una crescita continua, sia per il numero di aziende espositrici, che per il numero di visitatori professionali, diventando l’evento B2B di riferimento per il comparto nautico internazionale per le merceologie di competenza.
L’edizione 2009 di Seatec ha visto la partecipazione di 963 espositori (dei quali il 33% provenienti dall’estero), distribuiti su una superficie espositiva di 34000 mq e di 11380 visitatori professionali. A nove mesi dall’evento 2010, Seatec ha già registrato la conferma di oltre 250 aziende.
via Carrarafiere
da admin







