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Cultura in mostra, Fiere ed economia

Pitti Immagine, Intesa Sanpaolo e Banca CR Firenze: insieme per la moda italiana

Pitti Immagine ha stipulato una convenzione con il gruppo Intesa Sanpaolo finalizzata ad agevolare l’accesso al credito da parte delle aziende che partecipano a manifestazioni fieristiche organizzate da Pitti Immagine. L’accordo si inserisce nell’ambito delle iniziative che il gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato a favore delle PMI, anche grazie all’intervento della Banche del territorio presenti nel Gruppo, come in questo caso Banca CR Firenze, presente nel centro Italia con oltre 900 filiali e da anni partner di Pitti Immagine. Sulla base di questo accordo gli espositori di Pitti Immagine possono accedere a un finanziamento da un minimo di 5.000 Euro fino a un massimo di 250.000 Euro a copertura dei costi relativi all’affitto degli spazi espositivi e per sostenere le spese collegate alla promozione fieristica.
Maggiori informazioni sul sito di Pitti Immagine.

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ott  09
16
alle 07:16
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Assenza di delega
Chi è a capo di un’impresa, spesso, crede di essere l’autista di un bus: l’unico a conoscere la strada giusta per arrivare alla meta. Spesso l’imprenditore crede di delegare mettendosi frettolosamente al fianco di un altro autista che gli sta dando il cambio: darebbe continue istruzioni sulla strada, sui comandi del mezzo. La delega del fattorino. L’imprenditore non si rende conto che per delegare veramente qualcuno alla giuda di un mezzo (l’azienda) deve prima chiarire dove si vuole arrivare, fornendo tutti gli strumenti di gestione e operativi necessari.

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ott  09
5
alle 08:04
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Assenza di pianificazione
L’imprenditore italiano è ossessionato dal controllo di tutte le attività che si svolgono nella sua impresa. Il delirio di onnipotenza che ogni giorno lo assale lo porta ad occuparsi in prima persona di tutti i settori aziendali: amministrativo, produzione, logistica, commerciale, marketing e ufficio tecnico laddove esistano. Il discorso della delega è un caso a parte che vedremo nei prossimi giorni. Un’azienda mediamente strutturata ha una linea intermedia: i responsabili di settore. Pianificare con essi le attività, pianificando riunioni periodiche di gruppo e per singola persona consentirebbe di non lavorare in regime di crisi e di gestire le cose prima che si trasformino in problemi. Perché invece accade quasi sempre il contrario? Ma soprattutto, perché si esce dalle riunioni con le idee più confuse di prima?

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set  09
30
alle 08:00
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Paura di investire
Bloccare taluni investimenti blocca la crescita dell’impresa e questo alla lunga si traduce in difficoltà finanziarie. Sarebbe un po’ come dire: “non assumo quel venditore perché non so se potrò pagargli lo stipendio” senza pensare che senza quel venditore l’azienda non farà nuove vendite e di conseguenza genererà minori incassi. Ridurre gli sprechi va bene, tagliare gli investimenti è quasi sempre dannoso.

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set  09
28
alle 01:00
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Assunzione di responsabilità
L’imprenditore che vuole essere anche leader nella propria impresa deve ammettere i propri sbagli e di conseguenza assumersi le proprie responsabilità. Il vero leader è colui che riesce a far notare agli altri i loro pregi più che i loro difetti e che riesce a far circolare in azienda più le buone notizie che le cattive. Spesso basterebbe porsi una domanda: è importante avere per forza ragione su un altro o vincere insieme a lui?

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set  09
26
alle 02:00
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Mancanza di accordo
I disaccordi al vertice di un’azienda sono una delle cause principali di fallimento di un’impresa (per fallimento, oltre che al significato letterale del termine, mi riferisco anche ai gravi problemi che un’azienda può ritrovarsi ad affrontare). Ordini incrociati (ovvero le stesse direttive impartite a più persone o sovrapposizione di ordini impartiti da più persone del vertice), clima di tensione, fazioni, sprechi di tempo e di risorse danno luogo ad aziende “flipper” nelle quali i dipendenti sono sì indaffarati, ma a generare attività di scarso valore qualitativo.

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set  09
25
alle 02:00
da admin